Mi scuso per l’eccessivo ritardo, innanzitutto, perché avevo detto “ogni due giorni”. Va be’. Ammetto che, essendo un lettore lento, non credevo di finire questo libro prima di Natale. Mi terrorizzano i libri grandi, eppure questo l’ho iniziato senza troppo timore. Tuttavia non mi aspettavo certamente di finirlo in poche settimane. Proprio no. Prenderò la trama da aNobii perché altrimenti non saprei di certo dare il giusto valore a questo libro.
Titolo: Memorie di una geisha
Autore: Arthur Golden
Editore: TEA
Pagine: 571
Prezzo: 10 euro
Un romanzo, attentamente documentato, che conserva l'immediatezza e l'emozione di una storia vera. Che cosa significa essere una geisha lo apprendiamo così dalla voce di Sayuri che ci racconta la sua storia: l'infanzia, il rapimento, l'addestramento, la disciplina, tutte le vicende che, sullo sfondo del Giappone del '900, l'hanno condotta a diventare la geisha più famosa e ricercata.
Memorie di una geisha è uno dei romanzi più suggestivi che io abbia mai letto, capace di ricreare un mondo fatto di kimono e schermi di carta con una semplicità che non avrei mai creduto potesse possedere un occidentale. L’attenta e minuziosa costruzione di un mondo, che diventa parte integrante dei personaggi, è così terribilmente accogliente che raramente sono riuscito a staccare gli occhi dalle pagine.
Un’esaltazione dello spirito giapponese senza scadere in una narrazione usata solo come un mezzo per descrivere l’universo delle geishe; diventa la commistione perfetta tra la rappresentazione di un ambiente a noi occidentali estraneo e le vicende di personaggi costruiti con maestria e destrezza.
La narrazione delicata, ma dinamica degli eventi non sottrae nulla alla rievocazione del Giappone novecentesco, anzi rende quelle realtà così lontane molto più facili da cogliere. Tutti i personaggi cooperano, sì, alla ricostruzione del tempo, ma senza fungere da gelide pedine. Sayuri, la protagonista, racconta con lucidità e con la giusta dose di emozione, evitando abilmente il melenso. Ho visto il suo personaggio crescere sotto i miei occhi, senza ellissi troppo grandi o cambiamenti di mentalità evidenti; Golden è riuscito senza dubbio a rendere scorrevole e privo di dossi tutto l’arco di vita di cui Sayuri narra. I personaggi che le ruotano intorno, come Hatsumomo o Zucca, poi, sono semplicemente perfetti, senza sbavature di alcun genere e riescono a compensare perfettamente la semplicità degli ambienti o la mancanza di eventi salienti. Hatsumomo, non a caso, è il personaggio che ho sicuramente amato di più.
Ho particolarmente apprezzato la parte che riguardava la guerra, che segna un doveroso cambiamento di scena dopo già troppe pagine fisse sul mondo delle geishe. Notiamo come Gion non è un universo a parte, popolato da bambole-geishe, ma una fragile costruzione di cristallo, troppo delicata per sopportare dei bombardamenti. Golden è riuscito a inserire con estrema bravura il suo quartiere di geishe, così faticosamente costruito lungo tutto il romanzo, in una realtà totalmente opposta che segnerà, da quel momento in avanti, ogni aspetto del mondo delle geishe.
Il finale ha lasciato un po’ a desiderare, lo ammetto, troppo patetico per i miei gusti, ma Golden è stato abile anche qui. Invece di inserire un enorme deus ex machina (perché le ultime pagine odoravano solo di quello) ne ha inseriti tanti più piccoli, riconducendoli ad eventi già avvenuti, che avevamo frainteso, tralasciato, riuscendo, quindi, a distrarci con qualche magia tutta sua.
Sebbene questa ricostruzione non è la più veritiera che mai possiamo avere, è sicuramente molto di più di quanto ci si possa aspettare, mentre continuo a sottolineare quanto possa essere stata suggestiva un esperienza del genere. Il mondo delle geishe è un circolo chiuso difficilmente esplorabile e, dopo aver letto delle controversie tra l’autore e la geisha che gli ha offerto aiuto, non mi sono stupito.
Spero di poter approfondire ancora la cultura di un mondo così ben nascosto, quale è quello delle geishe.
Tra i romanzi non appartenenti al macro-genere fantastico, questo è sicuramente tra i miei preferiti. Anzi, forse il mio preferito in assoluto.
RispondiEliminaE' da qualche mesetto che mi propongo di leggerlo, e la tua recensione mi spinge a farlo :)
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