sabato 7 gennaio 2012

Franken(PO)STein: “Per un pugno di libri”, Murakami Haruki e “Alice nel paese della vaporità”

Da oggi si aprono i “Franken(PO)STein”: post mutanti, composti da argomenti che non potrebbero formare un post proprio, ma si uniscono in un vorace blob di argomenti disparati. Aggiungerò alla categoria i post simili, già esistenti.

Per un pugno di libriPer un pugno di libri” è IL programma. Nel senso che la televisione potrebbe mandare in onda solo questo programma e poter essere ancora chiamata “televisione”, ma se non lo mandasse in onda non potrebbe esserlo. Punto. Di conseguenza, tralasciando tutte le polemiche (che si presentano ogni anno) sulla sua cancellazione, annuncio che domani ricomincerà ufficialmente. Cambio di presentatore, cambio di giochi e tutto il resto, ma ancora una volta ci siamo riusciti. L’Italia (almeno per quest’anno) sembra non voglia buttare proprio tutta la cultura nel cesso. Gran parte sì, ma quest’angolino l’abbiamo salvato. Con un ritardo di tre mesi, ma l’abbiamo salvato, no?

Un’ora. Un giorno la settimana. Budget inesistente. E lo vogliono cancellare ogni anno.

Murakami HarukiComunque l’appuntamento è domani, su Rai 3 – a quanto ho capito – con “Orgoglio e Pregiudizio” della Austen. Ogni domenica alle 18.00. Le mie domeniche tornano ad avere un senso.

Il secondo argomento è Murakami Haruki (il tizio nella foto strana), che ha scritto un fantastilione di libri che vorrei leggere, ma non ho mai avuto la fortuna di comprare, o ricevere, o qualsiasi altra cosa. Del tipo: *“Norwegian Alice nel paese della vaporitàWood”… Che copertina figa, quasi quasi lo compro.* Volto il volume. *Ah però, non costa tanto. Sì sì, dai, un acquisto pazzo, senza premeditazione!* E poi non hai soldi. Oppure c’è quell’offerta perfetta, ma quel libro di Haruki non ci rientra. Cose del genere. Su laLettura hanno scritto che è “in odore di Nobel”. E io non ho ancora letto niente.

Terzo. Alice nel paese della vaporità. Ora, già seguivo il blog di Dimitri e questo libro mi è caduto fortuitamente dal cielo. È uno di quei libri stra-visionari, molto weird. E poi Gamberetta ne ha fatto la recensione e la voglio leggere. Io non credo la farò. È un libro troppo strambo per i miei gusti recensori (recensisti? recensitori?), ma non per quelli letterari.

Ma con l’autocitazione di Pan, Dimitri si è davvero superato.

2 commenti...:

  1. A me Alice interessava, ma Gamberetta non ne ha fatto una recensione proprio entusiastica. Poi, però, dicci almeno che ne pensi.

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  2. Vista la scarsità di idee per i prossimi post, non è detto che non ne scriva una. Altrimenti ne farò un commento, o qualcosa del genere. Vedremo. :)

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